Scendi al testo
Licenza Droni in 10 minuti

Scheda

Vale all'estero?

Un piccolo drone appoggiato su un parapetto di pietra davanti a un ampio cielo mattutino e a una costa lontana

Dentro l'area regolata da EASA, sì, e senza formalità. L'attestato italiano è riconosciuto dalle altre autorità nazionali per il solo fatto di esistere: non va convalidato, non va tradotto, non va comunicato prima di partire. Fuori da quell'area il valore legale si ferma al confine, e servono i titoli del Paese ospitante.

Un titolo solo, buono in tutta l'area EASA

Il meccanismo si chiama mutuo riconoscimento. Ogni certificato di competenza emesso da un'autorità nazionale a partire dalla fine del 2020 - la data spartiacque è il 31 dicembre di quell'anno - produce effetti anche negli altri Stati che applicano il quadro europeo. È l'effetto diretto di avere un regolamento unico, il 2019/947, invece di ventisette regolamenti diversi: se la prova è la stessa ovunque, non c'è nulla da riconoscere caso per caso.

Anche la registrazione dell'operatore si fa in un posto solo: quello in cui si risiede, o dove l'impresa ha la propria sede principale. Il codice che ne deriva, quello che comincia con ITA, viaggia insieme al drone e non va rifatto a ogni frontiera. Chi arriva in Italia con un attestato conseguito altrove segue il percorso inverso, descritto nella pagina di ENAC sul riconoscimento degli attestati conseguiti all'estero: la comunicazione del titolo estero serve, in particolare, a chi vuole poi salire di livello e sostenere l'esame A2 in Italia.

C'è un malinteso che vale la pena sciogliere: non esiste un archivio europeo unico dei piloti. Le autorità nazionali tengono archivi propri, che non dialogano fra loro. Il riconoscimento vive sul piano giuridico e non su quello informatico, con una conseguenza pratica: durante un controllo all'estero nessuno può verificare il titolo interrogando una banca dati comune. Il documento va portato con sé, in PDF sullo smartphone o su carta, insieme alla prova della registrazione e al certificato di assicurazione.

Ciò che cambia lo stesso

Il titolo viaggia, le regole locali no. Restano identiche le regole europee - categorie, sottocategorie, classi, quota massima di 120 metri, contatto visivo, divieto di sorvolo degli assembramenti - ma ogni Stato pubblica le proprie zone geografiche, e quelle cambiano completamente da un confine all'altro. La mappa d-flight vale in Italia; altrove esiste un equivalente nazionale, con criteri e colori propri, e va consultato prima di ogni volo esattamente come si farebbe in casa.

A questo si aggiungono le restrizioni nazionali aggiuntive, che alcuni Paesi mantengono su parchi, coste, aree archeologiche o riprese fotografiche, e le regole locali di ordine pubblico. Un attestato valido non ha mai autorizzato un volo: dice solo che il pilota conosce il quadro comune.

Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti

La Svizzera applica il quadro europeo: chi possiede l'attestato italiano vi si muove come in Italia, avendo come interlocutore l'autorità federale dell'aviazione civile e tenendo conto delle restrizioni decise a livello nazionale.

Il Regno Unito, dopo l'uscita dall'Unione, ha un sistema autonomo gestito dalla propria autorità dell'aviazione civile, fondato su due codici distinti: uno per chi possiede il drone, uno per chi lo pilota, e il secondo si ottiene superando una prova in rete. L'attestato italiano non è automaticamente valido. Dal 1° gennaio 2026 la soglia che fa scattare l'obbligo di registrazione è scesa a cento grammi, con requisiti più stringenti per i piloti; i dettagli di costi e durata vanno verificati direttamente sul sito dell'autorità britannica, perché la riforma è recente.

Gli Stati Uniti hanno un impianto ancora diverso, costruito attorno alla FAA: registrazione dell'apparecchio sopra i 250 grammi e superamento di un test gratuito per l'uso ricreativo, certificato di pilota remoto per quello commerciale. Il titolo italiano non conta nulla, e chi non risiede negli Stati Uniti trova nelle procedure di registrazione ostacoli formali tutt'altro che banali. Chi programma un viaggio con il drone in valigia farebbe bene a informarsi con largo anticipo sui canali ufficiali statunitensi, perché le regole di dettaglio cambiano con frequenza.

Prima di prenotare

Tre verifiche bastano a evitare la quasi totalità dei problemi. La prima: accertarsi che il Paese di destinazione applichi le regole EASA, perché da questo dipende tutto il resto. La seconda: aprire la mappa nazionale delle zone geografiche e guardare i luoghi che si ha in mente, non la nazione in generale. La terza: controllare che la polizza di responsabilità civile copra il territorio in cui si vola, perché l'obbligo assicurativo non si sospende in vacanza e non tutte le coperture sono estese oltre confine.